Ecco cosa ha dichiarato il direttore dell’Agenzia Provinciale per l’Ambiente

 

Io preferirei il canto degli uccelli al rumore assordante e non solo fastidioso di ferrovia e autostrda

Riporto qui sotto quello che ha dichiarato la provincia – per questo motivo vi invito a firmare la petizione  per l’abbassamento dei limiti di rumore tollerato

www.firmiamo.it/rumore

Inoltre vi sono zone, dove i limiti  che sono gia’ molto elevati, vengono ampiamente superati e nessuna misura viene adottata perche’ troppo costosa in quanto solamente la copertura della fonte di rumore porterebbe ad un risultato,  misure meno costose non porterebbero alcun effetto – e cosi’ non si fa niente – studi su studi, ma quanto ci costano?

Si preferisce forare una montagna, spendere miliardi per una circonvallazione che forse non verra’ mai usata ad interventi meno costosi quali l’uso dell’autostrada per i mezzi pesanti che attraversano Bressanone e la sua copertura. Troppo facile e soprattutto meno costoso. La ricca provincia di Bolzano puo’ spendere anche per cose inutili. Ma non spende per tutelare tutti i suoi abitanti dall’inquinamento acustico e atmosferico.

Queste le dichiarazioni del funzionario della Provincia Autonoma di Bolzano

http://wai.provinz.bz.it/lpa/news/detail_i.asp?artc_id=202983

Inquinamento acustico, l’Alto Adige rispetta le direttive europee     08/02/2008 15:26

“Anche in Alto Adige vengono osservate le normative europee sull’inquinamento acustico, e i controlli sono svolti in maniera regolare”. Il direttore dell’Agenzia provinciale per l’ambiente Luigi Minach risponde così alle critiche avanzate dal gruppo consiliare dei Verdi in merito al monitoraggio dell’inquinamento acustico sul territorio altoatesino.

“Siamo d’accordo anche noi – commenta Minach – nel considerare il rumore come una delle cause scatenanti di malattie e disturbi fisici di grave entità, ma una cosa deve essere chiara: in Alto Adige vengono osservate tutte le recenti direttive dell’Unione Europea in materia di inquinamento acustico”. I valori limite, da misurare a 100 metri di distanza da strade e binari, sono pari rispettivamente a 70 decibel durante il giorno e a 60 decibel durante le ore notturne. “Tutte le principali arterie stradali, autostradali e ferroviarie – prosegue Minach – vengono costantemente monitorate dall’Appa non solo con rilevazioni dirette, ma anche tramite modelli di simulazione. Possiamo dire che lungo gli assi stradali la situazione è soddisfacente, mentre per quanto riguarda i treni si registrano diversi superamenti della soglia limite nelle ore notturne”. Proprio per ovviare a questa situazione, nei giorni scorsi ha preso il via un massiccio programma di installazione di barriere antirumore (12 milioni di euro di investimento), che nei prossimi mesi verranno posate lungo una fascia di territorio lunga circa 8 km. che comprenderà gli abitati di Laives, Cortina all’Adige, Chiusa, Bressanone, Fortezza e Brennero.

Le direttive Ue prevedono inoltre che i gestori delle infrastrutture si dotino sia di un catasto del rumore, sia di un piano d’azione che suddivida il territorio in base al grado di inquinamento acustico e indichi priorità e termini di intervento. “L’Appa – sottolinea Minach – grazie alla collaborazione con la Ripartizione infrastrutture e il Servizio strade ha già predisposto il catasto del rumore ed entro giugno elaborerà il piano d’azione. Gli stessi termini sono stati rispettati dalla A22, mentre Rfi, la società che gestisce le linee ferroviarie, è ancora in ritardo nonostante i numerosi solleciti avanzati dalla stessa Agenzia per l’ambiente. Salutiamo comunque con piacere la proposta del presidente di Autobrennero Silvano Grisenti di aprire un tavolo di lavoro sulle problematiche del traffico: ci auguriamo che si tratti principalmente di un tavolo tecnico capace di offrire alla politica soluzioni adeguate. Ciò che deve essere intensificata, comunque, è la collaborazione tra tutti i paesi che si trovano lungo l’asse del Brennero”.

Per ciò che riguarda le altre fonti di rumore, Minach ricorda che nel campo dell’edilizia il regolamento nazionale, vecchio di 10 anni, è in fase di rielaborazione, e che la legge provinciale che regola le emissioni acustiche da parte di impianti e aziende prevede limiti molto più restrittivi in Alto Adige rispetto al resto d’Italia. Da migliorare, invece, la valutazione delle fonti di inquinamento nella pianificazione urbanistica, che a breve dovrebbe essere però resa più adeguate grazie alla nuova legge sul rumore.

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