Difendersi dalla musica non richiesta

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/06/26/il-mondo-inquinato-dalla-musica-ci-perseguita.html

l mondo inquinato dalla musica ci perseguita anche dal dentista

Repubblica — 26 giugno 2009
  pagina 47
  sezione: SPETTACOLI

Ci perseguita ormai in tuttii luoghi pubblici. Non è più neanche
possibile chiamarla musica: è piuttosto una marmellata sonora che si
diffonde come un cancro con un pericoloso effetto di saturazione. L’
allarme per quello che ha definito «un bagno amniotico» che svilisce la
musica «e ci perseguita negli aeroporti, nei bar e nei ristoranti,
negli ascensori, in un orribile stile New Age nello studio del
fisioterapista», l’ ha lanciato Umberto Eco nel numero in edicola de L’
Espresso. «Come recuperare il dono della sordità?» conclude sconsolato
lo scrittore. In Inghilterra danno consigli su come difendersi dalla
musica non richiesta, dall’ aural pollution, l’ inquinamento acustico
nei luoghi pubblici: sul sito nomuzak.co.uk offrono una lista di bar e
ristoranti inglesi "music free". Evidentemente la misura è colma. Ne è
convinto lo scrittore Valerio Magrelli: «Premetto che amo molto la
musica, tutta, e ascolto sia rock sia classica, anche se penso che tra
esse ci sia la differenza che corre tra la dama e gli scacchi. Il
problema è l’ uso che si fa della musica: perchéè un dono quando viene
scelta, ritengo sia invece criminale imporre la propria musica ad un
altro. Viviamo in un’ archeologia del rumore: ero in un ristorante del
Sud e abbiamo chiesto di spegnere la tv. Il proprietario, gentile, lo
ha fatto e abbiamo scoperto che in sottofondo c’ era anche una radio.
Ormai non ci si rende neanche più conto dell’ inquinamento acustico in
cui viviamo». Intanto l’ industria corre ai ripari. Sono già pronte le
casse ad ultrasuoni direzionali: sei lì seduto in una certa zona di un
ufficio, o al tavolo del ristorante, e puoi ascoltare Bach anche a
tutto volume perché intorno a te nessuno sente nulla, o magari
ascoltano altro: sei tu la cassa che fa vibrare il suono, diffuso con
la precisione millimetrica di un fascio di luce. Questa diavoleria
tecnologica arriva dall’ America, è stata inventata in ambito militare
per parlarsi sulle grandi navi da guerra, e sta per essere
commercializza in ambito civile anche in Italia dalla Skyrec, la
società leader per la fornitura di radio e sonorizzazioni su misura per
banche e grandi catene di negozi. Ma riusciranno le casse ad ultrasuoni
a mettere ordine nella marmellata sonora che ci avvolge? «Per noi è
inquinamento acustico tutto ciò che non è fatto bene», ribatte alle
critiche Emanuele Borri di Skyrec, 4 milioni di fatturato nel 2008, più
di 20 milioni di ascoltatori alla settimana in 11 grandi catene
commerciali. «Se si rispetta l’ ambiente in cui la musica è diffusa, se
è adeguata a chi la ascolta, se è musica di qualità, non può essere
inquinamento» dice convinto il direttore del marketing strategico. Tra
le agenzie di produzione musicale, le critiche suscitano perplessità:
«Una musica appropriata può rendere più suggestivo un luogo, fissare il
ricordo di ciò che vedi o stai facendo» dice Sonia Farinetti,
consulente musicale di Flipper Music, da 40 anni sul mercato. Il
musicista Riccardo Eberspacher, unico italiano nelle compilation Buddha
Bar, è critico: «Attenti alla saturazione da lounge music. Il Buddah
Barè diverso,è chill out: punta allo stimolo, non alla noia». L’
ESPRESSO L’ articolo di Umberto Eco sulla "muzak" è sul numero in
edicola oggi – CARLO MORETTI

www.muzak.com
www.nomuzak.co.uk

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