nuovo programma di protezione contro il rumore lungo la linea ferroviaria del Brennero

http://www.provincia.bz.it/usp/285.asp?redas=yes&aktuelles_action=4&aktuelles_article_id=332176

Provincia e Rete ferroviaria italiana hanno avviato ufficialmente un nuovo programma di protezione contro il rumore lungo la linea ferroviaria del Brennero. La relativa intesa è stata siglata oggi (23 giugno) a Bolzano dall’assessore provinciale Michl Laimer con Lucia Coa, responsabile RFI per il Nord Italia. Il nuovo programma di interventi prevede investimenti per circa 9 milioni di euro.

L’assessore Michl Laimer firma l’accordo con RFI per nuove barriere antirumore lungo la ferrovia del Brennero (Foto USP/Pertl)

Il nuovo accordo si riallaccia al primo programma di interventi contro l’inquinamento acustico, che negli ultimi due anni ha consentito di installare 8 km di barriere antorumore lungo la ferrovia del Brennero. “Misure di cui hanno beneficiato soprattutto le zone più in sofferenza lungo la linea, vale a dire Cortina, Laives, Chiusa, Bressanone, Fortezza, Prati di Vizze e Colle Isarco”, spiega Laimer.

Con la firma odierna scatta la fase due dell’efficace collaborazione tra Provincia e RFI: “Il nuovo programma comprende investimenti per circa 9 milioni di euro”, sottolinea l’assessore Laimer. L’impegno finanziario è sostenuto in gran parte da RFI, la Provincia contribuisce con 1,8 milioni. “Ma sarà la Provincia a individuare d’intesa con RFI i punti in cui costruire le nuove barriere antirumore nel rispetto delle normative nazionali e delle priorità del piano di risanamento acustico”, conferma Laimer.

Riguardo alla selezione delle zone in cui intervenire, “la decisione verrà presa in base a criteri oggettivi e a una lista di priorità”, aggiunge Laimer. Attenzione particolare quindi alla quantità dei beneficiari della misura antirumore, ai tratti di ferrovia vicino alle zone abitate, agli ospedali, alle case di riposo e alle scuole. Altri criteri sono quelli del livello acustico attualmente registrato, con l’obiettivo di ricondurlo ai limiti di norma, e dell’analisi dei costi e dei benefici del singolo intervento.

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