L’arroganza – l’indifferenza

 

Vorrei mostrarvi una parte di benessere diffuso a Bressanone per alcuni cittadini.

Avevo appena finito di pulire il cortile quando in autostrada una macchina ha tagliato i rami dell’edera, (unica fragile difesa,fatta crescere, per tentare di ridurre polveri e coprire un muro grigio davanti casa) lasciando ovviamente a me il fogliame da raccogliere anche sul mio balcone.

 

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L’imposizione della musica

Articolo pubblicato sul quotidiano la Repubblica del 4 luglio 2014 di Laura Montanari

“Salvate il silenzio” la crociata contro la musica che assorda

Tre insegnanti in pensione e un preside ancora in attività sono promotori di una campagna che chiede che venga garantita la quiete pubblica –  una battaglia contro l’imposizione della musica.

campagna contro l’imposizione della musica

 

Per aderire all’appello, scrivere “aderisco” a gruppodifirenze@libero.it, aggiungendo nome, cognome, comune di residenza.

Albes – Il Sindaco si attiva per risolvere il problema del rumore

 leggi l’articolo

http://altoadige.gelocal.it/cronaca/2011/08/05/news/ponte-ferroviario-il-sindaco-chiede-di-risanarlo-4741804

COMMENTO personale

BRESSANONE.Da anni il Sindaco di Bressanone sostiene che il vecchio ponte ferroviario di Albes provoca  rumori assordanti che disturbano i residenti ad ogni passaggio di treno

Ovviamente il Sindaco abita ad Albes – i nostri politici si attivano solamente per i loro bacini elettorali o per risolvere  i problemi personali –

IL Sindaco dovrebbe attivarsi cosi’ per tutti i cittadini anche per noi per esempio, che chiediamo da piu’ di 40 anni una soluzione al problema dell’inquinamento elettromagnetico, acustico ed tmosferico della Zona Ovest di Bressanone

L’imposizione della musica

Amo la musica, mi piace pero’, poter scegliere quello che ascolto.
Sempre piu’ spesso, e quasi ovunque, a tutte le ore (negozi, centri commerciali, bar, spiaggia, piscina, ristornate, piazze, palestre) siamo bombardati dalla musica.
Invece di produrre piacere nelle persone, il livello elevato della musica, produce una distorsione dei suoni e un fastidio al quale sempre piu’ persone cercano di sottrarsi.
Ovviamente non siamo tutti uguali, non tutti reagiamo allo stesso modo, i giovani apprezzano (diventeranno sordi molto presto, dovranno aumentare il volume per poter sentire).
Quanto costera’ alla societa’ la sordita’???
Chi paghera’ i danni provocati dal rumore???

Perche’ dobbiamo subire l’arroganza di chi ha deciso di imporre un certo tipo di musica, ad un volume eccessivo e senza possibilita’ di alternativa oltre a quella di doversi isolare in cima ad un monte?

Se vado al ristorante ci vado per mangiare, la musica di sottofondo forse puo’ essere piacevole, se alla musica non si aggiunge il rumore delle parole.
Se vado in piscina o in spiaggia, ci vado per il sole, il mare, l’aria pulita, per nuotare – non per subire un bombardamento di musica rock.
Se vado al centro commerciale o nei negozi, ci vado per acquistare non per sentire la musica
A casa vorrei sentire la mia musica e non quella del vicino.
E se proprio voglio la musica, quella sparata dagli altoparlanti, vado in discoteca.

Che sia solo questione di educazione e un problema di ignoranza riguardo ai danni provocati dal rumore oppure solamente arroganza?
Chi ci governa lo fa per il proprio tornaconto e di chi lo ha eletto (poteri economici) o agisce pensando al benessesre dei cittadini?
La salute e’ un optional?

Stiamo facendo grandi passi indietro invece che in avanti, un paese da Terzo Mondo.Nel XXI secolo potremmo iniziare a pensare alla qualita’ della vita delle persone e alla costruzione di un mondo sostenibile.
Il rumore distrugge le persone, impedisce di concentrarci, inebetisce, ma forse e’ proprio questo l’obiettivo politico, una massa inebetita e ormai incapace di concentrarsi alla quale proporre proprio tutto.

Se ti da fastidio il rumore, perche’ hai scelto di vivere li?

 

“Perche’ mai una persona che si lamenta del rumore ha scelto di vivere in quel luogo?”

Purtroppo e’ il solo che mi appartiene, non solo materialmente, ma anche affettivamente, perche’ci sono nata, perche’ ho visto crescere gli alberi intorno a me, perche’ in quel luogo ci sono le mie radici –

Il mio mondo e’ stato stravolto, la mia salute  e quella di mio figlio  sono state rovinate dalle conseguenze ovvie del rumore e dell’inquinamento atmosferico.

Anche la mia proprieta’ e’ svalutata. Il rumore e le esternalita’ negative non rivalutano certamente gli immobili.

60 mila lire il risarcimento per l’esproprio del terreno
Via Velturno era raggiungibile  percorrendo un sentiero, ora siamo stati staccati dai vicini e dalla montagna
Di male in peggio, ora al posto del traliccio c’e’ l’autostrada A22 – tutta l’Europa passa di qui.
al posto del ciliegio e del prato un muro grigio
al posto del prato del contadino vicino, e dei nostri alberi in fiore ora il muro dell’autostrada

 

1969 – le foto di famiglia dopo la costruzione dell’A22
le
 

i prodotti dell’orticello biologico, curato con grande amore hanno il sapore del piombo – anche l’alimentazione e’ stata stravolta – inoltre dai fori del muro dell’autostrada, come quello che si vede nell’immagine dell’orto, quando piove escono getti d’acqua –

Siamo stati fortunati, ci hanno lasciato 5 metri  per entrare in casa. Ora invece del prato, posso godere di questo splendido panorama: l’A22, un muro grigio, le ridicole barriere (assolutamente insufficienti a contenere il rumore che cresce di anno in anno e inoltre poiche’ non sono fonoassorbenti, ci rimbalzano il rumore della ferrovia), polvere, vibrazioni – Quando nevicava, fino al 1997, anno in cui sono state terminate le barriere, gli spartineve che passavano in  autostrada gettavano la neve  fin sul balcone di casa – ovviamente non e’ solo questo quello che cadeva dall’autostrada, anche le lattine delle bibite venivano lanciate dalle macchine in corsa e anche le bottiglie di vetro.

Fortunatamente nessuno e’ rimasto ferito –
Ci e’ stato tolto molto, troppo, il prato di fronte a casa era anche uno spazio di vita giocosa per i bambini, in inverno, si poteva slittare, provare i primi passi con gli sci.
Si vedevano i caprioli arrivare quasi fino alle case alla ricerca del cibo.